Custodi Digitali diventa il primo modello regionale in Italia per l’educazione digitale dalla nascita
Il progetto Custodi Digitali ideato e coordinato da MEC – Media Educazione Comunità e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia , è ufficialmente il primo modello regionale in Italia per l’educazione digitale dalla nascita che viene sviluppato in una intera regione da diverse figure professionali; pediatri di famiglia, personale sanitario, educatori 0/6 anni, bibliotecari.
Il progetto, presentato ieri mattina a Trieste, verrà realizzato attraverso una co-progettazione tra Regione Friuli Venezia-Giulia, Associazione MEC e e IRCCS Burlo Garofolo che assicurerà ci Coordinamento Scientifico. Il progetto avrà un ampio numero di soggetti collaboratori; i partner nazionali SICuPP Società Italiana Cure Primarie Pediatriche, l’Università Milano-Bicocca, e partner regionali come FISM FVG, le aziende sanitarie ASUGI, ASFO e i Comuni di Udine e Pordenone, ma anche numerosi Istituti comprensivi della Regione e alcuni ambiti socio-assistenziali.
Custodi digitali mira a contrastare il crescente aumento di utilizzo degli schermi nei primi anni di vita e a favorire il benessere psicologico, cognitivo e relazionale dei bambini attraverso un modello scientificamente validato. Il progetto Custodi digitali beneficerà di un finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia di 150.000 euro fino al 2026.
Alla conferenza stampa hanno partecipato l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, il Presidente della Commissione Salute del Consiglio regionale Carlo Bolzonello, Luca Ronfani, dirigente medico del Burlo Garofolo e Marco Grollo, presidente MEC, capofila del progetto.
“Custodi Digitali è una risposta concreta a un problema di salute pubblica emergente: l’esposizione precoce agli schermi”, ha dichiarato Marco Grollo. “Formiamo pediatri, educatori e genitori per accompagnare i bambini verso un uso sano e graduale delle tecnologie, mettendo al centro il loro sviluppo.”
I dati: oltre la metà dei bambini esposta agli schermi prima dei due anni
Luca Ronfani, dirigente medico del Burlo Garofolo in apertura ha presentato alcuni dati del Programma Okkio alla salute, che segnalano che il 34% dei bambini della fascia 6/10 anni trascorre più di due ore al giorno davanti al televisore, i tablet o il cellulare (dato questo regionale, rispetto al 45% nazionale), percentuale che sale all’82% nel fine settimana. Secondo il monitoraggio HBSC, infine, ben il 44,8% degli adolescenti di 15 anni passa più di due ore al giorno davanti a pc/tablet/ cellulare per stare sui social network.
Gli effetti dell’esposizione agli schermi nei più piccoli sono noti: un sonno più breve e meno ristoratore, l’affaticamento oculare e la miopia, minor attività fisica, ritardi nell’acquisizione del linguaggio, ansia e depressione.
Il ruolo centrale dei pediatri di famiglia del FVG: nel progetto Custodi Digitali, i pediatri di famiglia del Friuli-Venezia Giulia sono figure chiave nella prevenzione e nell’educazione digitale fin dalla nascita. Già da alcuni anni stanno lavorando su questo tema coi genitori e in particolare i pediatri della SICuPP hanno prodotto materiali e una Guida per l’educazione digitale adottati non solo da tutti i pediatri del Friuli Venezia Giulia, ma anche da altri pediatri in tutto il territorio nazionale. Il progetto consolida tale rete, e valorizza il ruolo del pediatra di famiglia assegnando a queste figure professionali compiti specifici e strutturati: fornire alle famiglie informazioni scientifiche aggiornate sull’uso degli schermi, introdurre il tema nei Bilanci di salute, dare ai genitori indicazioni e raccomandazioni concrete sui comportamenti da tenere nelle varie fasce d’età (0-6 mesi, 6-12 mesi, 1-2 anni, ecc.). Grazie alla fiducia che i genitori ripongono nei pediatri di famiglia e alla loro presenza capillare sul territorio, essi sono uno straordinario veicolo di messaggi di prevenzione per tutte le fasce sociali, anche quelle svantaggiate – tutte le famiglie vanno dal pediatra – e possono così ricevere informazioni e messaggi educativi non solo sui limiti di tempo nell’esposizione agli schermi, ma sulle possibili attività alternative da fare con i propri bambini. Il progetto prevede di sostenere questo lavoro quotidiano prezioso dei pediatri di famiglia affiancando al pediatra le altre figure professionali che sono un riferimento per il genitori: le ostetriche, i pediatri ospedalieri, il personale sanitario, gli educatori di Nidi e infanzia, le bibliotecarie. Tutte queste figure professionali verranno raggiunte dal progetto e diventeranno alleati dei pediatri di famiglia nel compito di educare i genitori al digitale.
Le azioni del progetto
Il progetto regionale Custodi Digitali si articola in una serie di azioni: il mantenimento e la valorizzazione della rete dei pediatri di famiglia e la formazione del personale sanitario, del personale educativo 0-6, degli operatori del sistema bibliotecario e dell’educazione. La bontà dei suoi risultati sarà misurata da una ricerca/valutazione di impatto cui seguirà un piano di comunicazione generale.
Il modello prevede sei linee di intervento:
- MANTENIMENTO E VALORIZZAZIONE DELLA RETE DEI PEDIATRI DI FAMIGLIA
Sostegno ai protagonisti del progetto con formazione continua, stampa delle schede, elaborazione dei bilanci di salute digitali
- FORMAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO DELLA REGIONE
Formazione e coinvolgimento di varie figure professionali (ostetriche, pediatri ospedalieri, infermieri, operatori dei servizi di neuropsichiatria, assistenti sanitari, etc.) in collaborazione con le Aziende Sanitarie della Regione
- FORMAZIONE DEL PERSONALE EDUCATIVO 0/6 ANNI
Educatori di Nidi e Scuole dell’infanzia, che sono l’altro grande riferimento per i genitori e le famiglie
- FORMAZIONE DEGLI OPERATORI DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO E DEL PERSONALE EDUCATIVO Interventi per portare l’educazione digitale anche nelle biblioteche civiche di tutta la regione
- RICERCA E VALUTAZIONE DI IMPATTO
Azioni concrete accompagnate dalla ricerca scientifica, dall’analisi della letteratura e da un approfondimento costante garantito dal Coordinamento scientifico del Burlo Garofolo
- COMUNICAZIONE
Informare dei contenuti del progetto i cittadini, le famiglie, creare una cultura dell’educazione digitale dalla nascita e tutela della salute del bambino anche rispetto all’utilizzo precoce dei dispositivi digitali.
Conclusione
Custodi Digitali si propone come un investimento culturale a lungo termine: educare fin dai primi mesi di vita significa gettare le basi per una generazione più consapevole, capace di utilizzare la tecnologia in modo equilibrato, positivo e attivo.
“L’obiettivo – sottolinea Marco Grollo – è che il modello Custodi Digitali diventi un riferimento nazionale, perché il benessere digitale dei bambini è una responsabilità collettiva: istituzioni, famiglie e comunità devono lavorare insieme per costruire un futuro più sano.”
Per informazioni e materiali: www.custodidigitali.it